lunedì 31 marzo 2025
I leader di Mosca e New Delhi si sono già visti 18 volte e si rivedranno a breve: armi in testa all'agenda. Stati Uniti anche contro l'Iran: bombardamenti se non fanno un accordo sul nucleare
L'abbraccio tra Putin e Modi lo scorso ottobre al summit dei Brics in Kazan

L'abbraccio tra Putin e Modi lo scorso ottobre al summit dei Brics in Kazan - ANSA

COMMENTA E CONDIVIDI

«È il nostro turno. Il presidente russo Vladimir Putin ha accettato l'invito del capo del governo indiano. La visita del capo dello Stato russo in India è in preparazione» ha fatto sapere, pochi giorni, fa il capo della diplomazia russa Sergeij Lavrov. Una tempistica non certo casuale. Dopo la furiosa invettiva del presidente Usa Donald Trump che si è detto «molto arrabbiato» e «incavolato» con Vladimir Putin, con tanto di minaccia di imporre dazi al 25% sul petrolio russo nel caso non venisse raggiunto un accordo sul cessate il fuoco in Ucraina, l’abbraccio tra Russia e India potrebbe farsi sempre più stretto. Intanto, continuano anche gli strali della Casa Bianca indirizzati all’Iran. «Se gli iraniani non fanno un accordo sul programma nucleare ci saranno bombardamenti. Saranno bombardamenti come non ne hanno mai visti prima».

L’infittirsi delle visite tra i due leader ne è la riprova. Lo scorso anno Narendra Modi per due volte è andato alla corte di Putin, portando a 18 il numero totale dei faccia a faccia tra i due capi di Stato. Anche se le visite ripetute non sono rare (l'ex primo ministro Manmohan Singh ha visitato la Russia due volte nel 2009 e nel 2013), l’incursione di Modi aveva «un significato preciso. Indicava l'impegno dell'India a garantire i legami politici tradizionali ed è quindi considerato di maggior valore che mai». Una sponda politica importante per Vladimir Putin che, per uscire dall’isolamento dopo l’invasione ucraina, ha investito con sempre maggiore vigore su rapporti "terzi", a partire dall'«amicizia senza limiti» con la Cina.

Quali sono i punti di forza della vicinanza tra Russia e India? Innanzitutto energetici ed economici. Come scrive Asia Times, «l'India è diventata uno dei principali partner energetici della Russia dal 2022, e intende continuare a esserlo, come dimostrato dallo storico accordo petrolifero decennale che hanno sottoscritto alla fine dell'anno scorso e nonostante le ultime sanzioni degli Stati Uniti».
New Delhi trae notevoli vantaggi dall'accesso al petrolio greggio russo scontato, che è aumentato da meno del 2 percento delle importazioni totali dell'India - prima dell'invasione russa dell'Ucraina - a oltre il 40 percento nel giugno 2024. Il 44% delle importazioni totali dell'India a giugno 2024 era costituito da petrolio russo.

Tra i due Paesi esiste una relazione economica di lunga data. India e Russia mirano ad aumentare il commercio bilaterale da 68 a 100 miliardi di dollari entro la fine di questo decennio. C’è poi il comparto militare. L'India è il più grande destinatario delle esportazioni di armi russe, incluso il sistema di difesa missilistica S400. Come parte della campagna "Make in India", c'è stato però un tentativo di New Delhi di rafforzare la produzione di difesa nazionale e di diversificare gli acquisti da altri Paesi. Tra il 2009 e il 2013, il 76 percento delle importazioni di armi dell'India proveniva dalla Russia, ma questa percentuale è scesa al 36 percento tra il 2019 e il 2023.

C’è infine l’aspetto politico e ideologico, che nasconde però una serie di insidie e incognite. Putin e Modi puntano, anche attraverso lo strumento dei Brics, a promuovere la "tri-multipolarità", vale a dire un ordine internazionale che sfugga non solo all'impronta unipolare a trazione Usa ma, anche, a un bipolarismo che schiacci Russia e India su posizioni satellitari rispetto al colosso Cina. Come può tradursi sul piano politico questo orientamento? Possono davvero Russia e India dare vita a un terzo polo di influenza separato dalle superpotenze americana e cinese?

© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: